Il Metodo

 

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La lavorazione della ceramica è un mondo sconfinato, in continua evoluzione, aperto a sperimentazioni che si fondano su una tradizione millenaria, in cui la componente di rischio è altissima e, fino alla fine del processo, il lavoro di giorni e giorni può andare perduto.

In laboratorio progetto e realizzo tutti i giorni gli oggetti firmati biancodichina.

Utilizzo argilla bianca, grès e porcellana, scegliendo le argille in base alle loro proprietà e al loro colore naturale. Il colore dominante di tutti i miei oggetti, infatti, è sempre quello naturale della terra utilizzata.

La mia ricerca si muove verso un’esplorazione volumetrica, organica dell’oggetto, sfruttando le potenzialità plastiche delle argille e lasciando alla luce il compito di esaltare questa volumetria. Utilizzo gli smalti in modo puntuale, per esaltare alcune parti degli oggetti e suggerirne un’interpretazione.

Indipendentemente dall’argilla utilizzata, ogni oggetto cuoce due volte. Dopo la prima cottura a 980° si ottiene il “biscotto”: il pezzo ha già la durezza definitiva e la superficie è porosa, adatta a ricevere gli smalti. Con la seconda cottura (tra i 980° e i 1280°, a seconda dell’argilla) gli smalti si fondono e vetrificano, caratterizzando le superfici con effetti lucidi o satinati e rendendo la ceramica impermeabile e pronta all’uso.

La porcellana, per le sue proprietà, può essere cotta senza smalto a 1280°. La superficie della porcellana biscuit ha una texture unica al tatto, irresistibile, ed è con questa tecnica che realizzo gli elementi per i gioielli.